Raccolta e Consegna

Indicazioni per una corretta raccolta, conservazione e consegna

La corretta raccolta e consegna dei campioni biologici è una fase fondamentale del processo diagnostico. Il rispetto delle modalità indicate consente di preservare l’integrità del campione e garantire l’affidabilità dei risultati analitici.

Di seguito sono riportate le istruzioni dettagliate per ciascuna tipologia di campione.

Sangue, Siero, Plasma

Il siero si ottiene dal sangue raccolto in una provetta senza anticoagulante, dotata di gel separatore (tappo rosso). Dopo la coagulazione e la centrifugazione, il gel separa la parte liquida (siero) dagli elementi corpuscolati. Il siero viene comunemente utilizzato per numerose analisi biochimiche, immunologiche e sierologiche.

Il plasma viene ottenuto utilizzando una provetta contenente anticoagulante (NaCit 3,2% in rapporto 1/9 – tappo celeste). In questo caso il sangue non coagula e, dopo centrifugazione, si separa la parte liquida contenente i fattori della coagulazione. Il plasma è impiegato principalmente per esami della coagulazione e per test specifici che richiedono questa componente.

Il sangue intero viene raccolto in una provetta con anticoagulante K3EDTA (tappo viola), che consente di mantenere inalterata la struttura delle cellule ematiche.
Questa tipologia di campione è utilizzata soprattutto per esami ematologici, come l’emocromo e altre analisi che richiedono la valutazione diretta delle cellule del sangue.

Urine e Urinocoltura

Per l’esame chimico-fisico completo delle urine, il paziente, con vescica piena da almeno 4 ore, deve raccogliere la parte intermedia della minzione del mattino in un contenitore pulito, non necessariamente sterile. È consigliabile evitare la prima parte della minzione e raccogliere il campione senza contaminazioni esterne, al fine di garantire una corretta valutazione dei parametri analizzati.

Nel caso della raccolta delle urine delle 24 ore, richiesta per esami come la clearance della creatinina, il dosaggio dell’urea, la proteinuria o la ricerca della proteina di Bence Jones, il paziente deve raccogliere tutte le urine emesse nell’arco di 24 ore. La procedura prevede di scartare le prime urine del mattino, annotare l’ora di inizio della raccolta (ad esempio ore 7:00) e raccogliere tutte le urine successive, comprese quelle emesse alle ore 7:00 del giorno seguente, in un recipiente pulito e idoneo a contenere l’intero volume. Al termine della raccolta, dal contenitore principale deve essere prelevata una provetta da 10 ml, che va etichettata con nome, cognome e volume totale della raccolta espresso in litri (ad esempio 1,8).

Per l’urinocoltura, finalizzata alla ricerca di batteri responsabili di infezioni urinarie, il paziente deve raccogliere il campione con vescica piena da almeno 4 ore, dopo aver effettuato un’accurata igiene dei genitali esterni con detergente o disinfettante blando. Anche in questo caso deve essere raccolta la parte intermedia della minzione del mattino, utilizzando un contenitore sterile, e il campione deve essere consegnato al laboratorio nel più breve tempo possibile per evitare alterazioni della carica batterica.

È importante ricordare che, ai fini della diagnosi di infezioni del tratto genito-urinario, la raccolta delle urine dovrebbe avvenire prima dell’inizio di una terapia antibiotica. Qualora il campione venga raccolto durante il trattamento o entro 3–5 giorni dalla sua conclusione, il laboratorio deve essere informato fornendo indicazioni precise sulla terapia assunta.

Feci e Coprocoltura

La raccolta del campione fecale deve essere eseguita con attenzione, seguendo le modalità indicate in base al tipo di esame richiesto, per garantire l’affidabilità dei risultati e ridurre il rischio di contaminazioni.

Per la ricerca del sangue occulto nelle feci, il paziente deve raccogliere, preferibilmente al mattino, una quantità di materiale fecale pari a quella contenuta nel cucchiaino presente all’interno dell’apposito contenitore. È importante evitare il contatto del campione con acqua o urine e richiudere accuratamente il contenitore dopo la raccolta.

Nel caso di coprocoltura, ricerca di parassiti intestinali o ricerca di virus enterici (come adenovirus e rotavirus), il campione deve essere raccolto preferibilmente al mattino utilizzando il contenitore sterile dedicato. Anche in questo caso la quantità di feci da prelevare è quella indicata dal cucchiaino integrato nel contenitore. Il campione deve essere consegnato al laboratorio nel più breve tempo possibile, rispettando le indicazioni fornite per evitare alterazioni del materiale biologico.

È consigliabile raccogliere il campione prima dell’inizio di eventuali terapie antibiotiche o antiparassitarie, poiché tali trattamenti possono interferire con l’esito dell’esame. Qualora la raccolta avvenga durante una terapia o a breve distanza dalla sua conclusione, è importante segnalarlo al personale del laboratorio.

Liquido Seminale

La raccolta del liquido seminale deve essere eseguita seguendo scrupolosamente le indicazioni fornite, poiché modalità e tempi di raccolta influiscono in modo significativo sull’attendibilità dei risultati.

Per la spermiocoltura, finalizzata alla ricerca di germi comuni e/o di microrganismi specifici come Chlamydia trachomatis e Mycoplasma hominis, il paziente deve raccogliere il liquido seminale mediante masturbazione direttamente nell’apposito contenitore sterile fornito o indicato dal laboratorio. Prima della raccolta è necessaria un’accurata igiene dei genitali esterni, utilizzando un detergente o disinfettante blando, evitando contaminazioni del campione.

Per lo spermiogramma, oltre alle modalità di raccolta sopra descritte, è richiesto un periodo di astinenza dai rapporti sessuali di almeno 3 giorni e non superiore a 5 giorni. Il rispetto di questo intervallo è fondamentale per una corretta valutazione dei parametri seminali. Il campione deve essere consegnato al laboratorio entro 30–45 minuti dalla raccolta, mantenendolo a temperatura ambiente durante il trasporto.

Secreti e Tamponi

Per il tampone vaginale, utilizzato per la ricerca di germi comuni, il secreto vaginale viene raccolto mediante due tamponi sterili in cotone, inseriti in apposito terreno di trasporto. È importante che la paziente eviti, nei giorni precedenti l’esame, lavande vaginali, ovuli o terapie locali, salvo diversa indicazione del medico.

Il tampone cervicale, indicato in particolare per la ricerca di Chlamydia trachomatis, deve essere eseguito utilizzando un tampone sterile in nylon, idoneo alla raccolta del secreto cervicale. Anche in questo caso, eventuali terapie in corso devono essere comunicate al personale sanitario.

Per il tampone uretrale, finalizzato alla ricerca di germi comuni, la raccolta del secreto uretrale avviene generalmente dopo massaggio prostatico, utilizzando un tampone sterile in cotone con terreno di trasporto. È consigliabile non urinare nelle ore precedenti l’esame, salvo diversa indicazione medica.

Il tampone faringo-tonsillare viene eseguito strofinando delicatamente il tampone sterile sulle tonsille e sulla parete posteriore della faringe, evitando il contatto con la lingua e le superfici orali. Per il tampone nasale, il tampone viene introdotto nella cavità nasale e ruotato sulla mucosa per raccogliere il secreto necessario all’analisi.

È importante che la raccolta dei tamponi avvenga, quando possibile, prima dell’inizio di una terapia antibiotica. Qualora il paziente stia assumendo antibiotici o abbia concluso la terapia da meno di 3–5 giorni, è necessario segnalarlo al laboratorio, poiché ciò può influenzare l’esito dell’esame.

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